matrilineare

   


lunedì, 06 luglio 2009
 

Cosa avete da guardare

[Benvenuti Maledetti pregustatevi la fine]



venerdì, 19 giugno 2009
 

Autocandidature

La Matrilineare si autocandida alle nominascion per la più brillante, intelligente e semanticamente originale argomentazione, finalizzata a lasciare un non-fidanzato.

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Matrilineare: Mi spiace, il fatto è che tu
Non Hai Radicamento Sociale e questo fenomeno, osservato e vissuto nel lungo termine, mi spaventa molto.

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Interlocutore: Ma vaffanculo!



mercoledì, 17 giugno 2009
 

La tenace indeterminatezza


Spoiler-------- Avviso per gli intolleranti, gli anaffettivi e i poco propensi all'introspezione depressiva: questo post contiene riferimenti tragici a rimpianti, amori mai finiti eppur non più consumati, tempo sprecato e valutazioni sbagliate. Inoltre è dettato fondamentalmente dalla longa manus della fase luteinica. Tutto potrebbe rientrare nella normalità entro pochi giorni.



Una incipiente demenza senile mi induce commozione e brivido alla visione del video artistiunitiperl’Abruzzo.

Si lo so, in fondo è una cagata pazzesca, so tutto. Per una come me, cresciuta a pane e CPI sembra quasi incredibile, non mi riconosco, non sono più la stessa. So che queste operazioni hanno il sapore della retorica e dell’orripilante pietismo, so anche che gliartistiunitiperl’Abruzzo, dopo la registrazione hanno continuato a farsi le proprie pippe e se ne sono stracatafottuti dei campeggiatori; nonostante tutto, io, nel vedere tutti quelli stronzi cantare insieme, c’ho il nodo alla gola, perché la verità è che sono di nuovo tanto tanto depressa, credo. Poi c’era anche Manuel e pure Niccolò e Samuele. E il Capa. E i Sud, che non ascolto da quando, nell’estate del 1992, alla darsena di portocesareo qualcuno della tribù velisti mi diede in mano, per la prima volta, una anonima cassetta autoprodotta con le tracce di t’ha sciuta bbona e fuecu. Credo che solo pochi esperti ne abbiano conservato memoria. La strofa che cantano per l’abruzzo, conferma la mia personale valutazione generalizzata circa le istanze rattigne dei miei conterranei. Adorabili in fondo.

Questa mattina anche l’oroscopo me lo diceva. Sei depressa. Non prendere decisioni. Non pensare. Non agire. Resta immobile. Non ti muovere. Come dargli torto. Ho tutti, dico tutti, i pianeti contro, tranne Saturno.

La mattina, in genere, mi sveglio dopo incubi veramente a dir poco geniali, tipo sognare che mi distruggono l’auto subito dopo averla parcheggiata ed esserne uscita quindi incolume e, dall’auto che demolisce la mia, esce fuori con le mani in alto, il mio professore di numismatica greca e romana.

Povera stella, chissà su che concatenazioni criptiche ha lavorato il mio inconscio, per far emergere un personaggio tanto tumulato.

Già nell’atto di poggiare i piedi sul kilim, il laccio immaginario inizia a stringere gola e trachea.

Mentre guardo il caffè sgorgare dal beccuccio della moka, inizio a frullare i pensieri, a desiderare compulsivamente la scimmia, a visualizzarla come l’unico, il solo, il privilegiato, l’altissimo giovin signore sultano della mia mente.

Poi bevo il caffè, il sangue inizia a fluire in modo differente, la pressione si innalza un po’.

Accendo la prima sigaretta già prima dell’ultimo sorso di caffè, mi siedo sulla poltrona del balcone e inizio a valutare i pro e i contro.

L’elenco è infinito. Il cuore batte in modo asincrono rispetto ai pensieri e pochi istanti dopo, senza preavviso, tutto diventa disarmonico.

Un battito di ciglia consapevole cancella tutto e inizia la mia giornata.

Se raccontassi a qualcuno che la stessa scena si ripete ogni mattina dal 15 febbraio 2006, forse diventerei un soggetto a rischio TSO.

Si ripeteva quando giacevo sola o in compagnia del giovane psicopatico nel monoloculo.

Si ripeteva nel semestre single per vocazione maggio-novembre 2008.

Si ripete ora, nell’anno dello scenografo comunista introverso e minimalista. E tanto tanto pesante.


La nudità di un essere umano non sta nella nudità del suo corpo.

Non importa quante volte mostrerai il tuo corpo a qualcuno.

Potrai farlo per gioco, per desiderio, per candida irrazionalità o per consapevole autodistruzione.

Potrai dare pezzi del tuo corpo per farti scattare una foto o per avere un ritratto a matita morbida. Potrai dormire nuda accanto a qualcuno svegliandoti anche felice.

Potrai guardare un tramonto insieme a un uomo molto bello che ti rifiuta perché pensa alla sua donna che ha appena sbattuto fuori casa ma che ancora ama.

Potrai progettare un viaggio in Montenegro in moto, mentre già sai che non lo farai mai quel viaggio, solo perché è più comodo essere falsi ma buoni.

Potrai pensare di voler bene ad una ipotetica suocera che vorresti fosse il surrogato di tua madre e che riuscisse a darti quell’amore che non hai più.

Potrai amare il corpo di un uomo molto dolce dagli occhi verdi, che ti regala l’ennesima emozione stagionale per poi rispedirti al mittente per ovvie ragioni di opportunità.

Potrai anche immaginare il tuo matrimonio laico e la tua festa di nozze con una persona di cui però non riesci a visualizzare il volto.

Potrai fare tutte queste cose e le farai anche con gioia.

Ma mentre le fai, un tenace e incrollabile pensiero ti serrerà lo sterno e ti costringerà a fermarti e non ci saranno combinazioni di pranayama che potranno aiutarti. Non ci sarà alcun aiuto.

Lui ha visto la tua vera nudità.

Ha osservato con sgomento, ha sfiorato come fosse un oggetto incandescente, la tua anima nuda. L’ha studiata, ha stazionato nell’angolo buio del tuo tormento e della tua disperazione, ha indugiato e poi è fuggito. Impotente è fuggito via. Si è salvato. Senza sapere che quella salvezza sarebbe stata l’inizio di un tormento ben più atroce.


Il tuo desiderio era lì, volevi afferrarlo ma ancora una volta non ne sei stata capace e ora non hai più soluzioni.






giovedì, 11 giugno 2009
 

Accogli il mondo, nascondi il terzo mondo

Il bdc si prepara ad accogliere il mondo. E nasconde il terzo mondo che è in sè.

Piste ciclabili che nemmeno Reggio Emilia negli anni '70.

Segnali stradali modello Svezia socialista.

Asfalto liscio.

Marciapiedi funzionali a persone con problemi di deambulazione.

Segnaletica orizzontale.

Aiuole.

Rotatorie.

Cassonetti della spazzatura nuovi di zecca.

Posti di blocco che nemmeno i chips.

Il bdc in 30 giorni lavorativi ha avuto tutto questo.

L'altro ieri, alle 23, 30, asfaltavano ancora.

Ho 34 anni e in tutta la mia vita di cittadina del bdc, non avevo mai visto una pista ciclabile.

Ho distrutto varie volte la mia bici sull'asfalto sbriciolato e ho rischiato la vita costantemente per anni, per aver osato recarmi all'università con un mezzo tanto insolito, la bicicletta appunto.

Sono caduta almeno cento volte per strada, a causa dei marciapiedi sconnessi, una volta sono anche finita con un polpaccio in un tombino semiaperto.

Ho preso multe per sensi vietati, quando il segnale di senso vietato c'era, ma il palo che lo reggeva era crollato da circa 3 anni, ma era comunque un senso vietato e non ho potuto oppormi.

In 15 anni di patente di guida sono stata fermata da una pattuglia soltanto 5 volte, di cui 2 questa settimana.

Oggi sono molto incazzata. Domani, grazie a quelli che ci hanno omaggiato della loro presenza nel bdc, per recarmi nel mio posto di lavoro precario, distante da casa mia circa 3 chilometri in linea d'aria, dovrò percorrere 20 chilometri di tangenziale, sperando che al ritorno, mi facciano rientrare a casa. Visti i recenti fatti della stradale, presumo non sarebbe troppo complicato convincerli, forse però dovrei portarmi dietro almeno delle vettovaglie da offrire, tipo non so un caffettino o un pasticciotto alla crema.

Si,oggi sono molto incazzata. Sono indignata e l'indignazione mi rende incapace di esprimere concetti articolati. Oggi mi vergogno. Si, mi vergogno un pò di essere cittadina del bdc.

Vada per le miserrime marchette territoriali. Vada per i tristi amici incazzati della defilippi e anche per gli inopportuni premibarocchi. Ma anche questo no. No. No.

Oggi vorrei correre lontano, fuggire via, rinnegare radici e terra. Oggi sono veramente molto incazzata. Per la resistenza e le buone volontà c'è tempo. Oggi voglio solo indignarmi.

Per chi volesse indignarsi dinamicamente http://www.nog8lecce.org/home/





domenica, 07 giugno 2009
 

La domenica elettorale

La domenica elettorale è anche:

Un presidente di seggio che mi lascia basita nella sua misera idiozia, perché mi soffermo a guardar le liste affisse ai muri e mentre lo scrutatore mi incalza per sbrigarmi a porgergli la mia tessera, lo invito gentilmente ad attendere un attimo perché io possa capire “come votare”, intendendo quanti malefici segni apportare sulla scheda affinchè sia valida; ma l’idiota presidente ascolta male ed è prevenuto, anche perché io torno ora da un mare in tempesta e sono vestita veramente bene per me, sicuramente male per il piddielle, pertanto lui capisce che io abbia pronunciato, verso lo scrutatore, l’espressione “chi votare” e da lontano, mi urla come si permette di dire chi votare lei deve stare al suo posto e io rimango interdetta e mi giro piano e vado lentamente verso di lui, gli sorrido con occhi scuri, pelle scurissima e popolata da efelidi, fascia nei capelli da medusa e poi il sorriso diventa una risata, mi faccio consegnare le mie schede e faccio il mio dovere laico, comunista e precario. Fottiti presidente.

Scoprire che nei blog e nei commenti di quelli che mi lurkano ed io lurko - che è come se due persone, dal vivo, si scrutassero nella maniera obliqua di decarliana memoria - ci sono pensieri che impattano sulla mia vita in modo ormai definitivo, che se non fosse per i blog non lo saprei nemmeno e questa cosa mi terrorizza perché ripenso a come ero nel millenovecentonovantotto, quando le persone mi guardavano dritta in viso per dirmi qualcosa e io ne ascoltavo battiti, respiri e provocazioni ed è molto triste scoprire che non sarà mai più così.

Sentirsi bene, alle 3 della notte, con un litro di teresamanara bianco nel sangue, ma il mattino dopo, pentirsi anche del primo calice bevuto in piedi, in prima serata, come fosse un furto di pietre preziose, perché la testa gira ancora troppo e invece bisogna muoversi per andare al mare in tempesta.

Constatare la tristezza annichilente della baia di santacaterina in un sabato di giugno veramente troppo ventilato e percepire con netto fastidio la frustrante aria di provincia piccolo borghese, asfissiante, tragicomica.